teatri Marsi

 

Week end di teatro e musica per ‘I teatri dei Marsi’

 

Continua la programmazione teatrale e musicale nei teatri della Marsica grazie al progetto artistico guidato da ‘I teatri dei Marsi ‘ in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Tagliacozzo e Collelongo. Teatro e musica ancora protagonisti nei teatri della Marsica in questo fine settimana con spettacoli di alto livello artistico e culturale.

 

sabato 28 marzo alle ore 21 presso il Teatro Talia di Tagliacozzo verrà presentato lo spettacolo teatrale IL BACIAMANO, interessante opera di un prolifico autore teatrale contemporaneo, il napoletano e pluripremiato Manlio Santanelli che riesce a coniugare tradizione e modernità, comicità e poesia come pochi sanno fare in Italia.

La messa in scena è della compagnia Il Torchio di Napoli con i due attori Sonia Seraponte e Luca Iervolino e le musiche originali suonate dal vivo di Antonio Perna, per la regia Fabio Cocifoglia. Una storia di fame e di ideali, di grazia e di bellezza sullo sfondo della rivoluzione napoletana del 1799.

 

domenica 29 alle ore 17 presso il Teatro di Palazzo Botticelli di Collelongo uno spettacolo a metà tra musica e teatro IO LA CANTO COSI’ un omaggio a Gabriella Ferri.

Attraverso la voce della cantante attrice Antonella Morea ‘e dei suoi musicisti con fisarmonica e violino Vittorio Cataldi , e chitarra Franco Ponzo , ripercorreremo la vita i successi e le esagerazioni di una artista tra le più originali della canzone italiana, in un affresco intenso e graffiante di Gabriella Ferri “una donna, un’artista a cui non finirò mai di dire grazie perché… mi ha dato tanto!” come dice l’attrice Antonella Morea, che sarà in scena a Collelongo.

 

 

I TEATRI DEI MARSI è un’associazione di professionisti del settore teatrale e musicale che realizzano dal 2013 attività di programmazione e produzione nel territorio della Marsica, a partire dalle attività di programmazione realizzate nel Teatro dei Marsi di Avezzano.

 

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seguono schede spettacoli

 

Compagnia IL TORCHIO

presenta

IL BACIAMANO

Testo di Manlio Santanelli

con Sonia Seraponte e Luca Iervolino
Musiche originali di Antonio Perna

regia di Fabio Cocifoglia

Una popolana vittima di sé stessa e un giacobino pronto a rincorrere i propri ideali fino all’estremo sacrificio: una situazione paradossale che si staglia sullo sfondo di una Napoli sconvolta dai moti del 1799.
Il sogno della rivoluzione napoletana si è appena spezzato: l’esercito della “Santa Fede” guidato dal Cardinal Ruffo si è armato della furia distruttrice di un popolo disperato e affamato, scagliandola contro gli ideali di libertà degli intellettuali rivoluzionari.

Non è rimasto più niente, né tra i vinti né tra i vincitori, se non la fame degli sconfitti da saziare.
In questa atmosfera si sviluppa, tragicomico, il dialogo tra Janara e Giacobino, vittima e carnefice, cuoca e pietanza, nel quale si esprime tutta la tremenda distanza di idee e bisogni tra le due classi.

Eppure in un piccolo angolo recondito, un po’ di umanità resiste attraverso la dignità di un “sogno minimo” da realizzare e che per un solo istante illuminerà la scena… poco prima della fine. 

Antonella Morea

in

IO LA CANTO COSI’ !

omaggio a

Gabriella Ferri

con fisarmonica e violino Vittorio Cataldi , e chitarra Franco Ponzo

Nel suo romanzo “Opinioni di un clown” Heinrich Boll dice “…sono un clown e faccio collezione di attimi.” Questa frase si accende tutte le volte che penso a Gabriella Ferri,

artista inimitabile e quasi impossibile da raccontare.

Se chiedi agli amici di Gabriella Ferri, a chi l’ha conosciuta e a chi ha lavorato con lei un aggettivo per raccontarla ti rispondono: “Uno solo? S’incazzerebbe!”

Dicono di lei: Era un pagliaccio straordinario, un pagliaccio di razza…Veramente l’amica ideale, ti dava tutto… Dove cantava, ecco, lì era il centro del mondo… La disperazione degli autori… Un po’ un pazzariello… Uno sguardo dolce e disperato che non si può sfuggire… Era la maschera con cui lei nascondeva tutto, tutto quel macello … Molto sensibile, molto ansiosa… Molto severa con se stessa… Impegnativa… Ogni sua frase era un urlo lanciato al mondo… Donna bellissima che non aveva paura di imbruttirsi… Eccentrica… Feroce… Bizzosa… Terribile… Anticonformista… Libera… Rivoluzionaria… Troppo in tutto… Una grande madre, una grande moglie, una grande amante… Verace… Testaccina… Romanesca… Come un San Pietrino… Rauca… Perturbante, conturbante, turbante… Senza pelle… Straordinaria… Forse solo nelle sue canzoni riusciamo a cogliere quegli attimi vissuti e collezionati dal suo animo di grande artista.

Fabio Cocifoglia

…ci metterò un fiore!”

Un giorno passeggiavo per le strade di Roma, entro in un negozio e vedo lei, Gabriella Ferri, il mio mito da ragazzina. Piena di bracciali, collane, anelli, tutta colorata…come sempre. Ma quasi non la riconoscevo. Sembrava non riuscisse nemmeno a parlare. Com’è possibile? Stavo quasi per andarle incontro, come ad una persona di famiglia, come ad una sorella più grande che non vedi da tanto tempo. E mentre sto per andare mi vedo riflessa in uno specchio del negozio. Ora siamo in tre. La mente è volata a quando mi vestivo tale e quale a lei, capelli rigorosamente biondi con la frangia, trucco da trincea, sacchi di trucco, il rimmel sugli occhi due linee di filo spinato, il fondotinta un campo minato. “E voglio vedere quando mi espugnano, sono come Gabriella Ferri, io!” Così dicevo. E così mi chiamavano per gioco gli amici “la Gabriella Ferri napoletana”. Erano per me quelli anni duri, di trasformazione, di battaglia. E lì mi sono resa conto che per Gabriella Ferri la battaglia non era ancora finita. Manteneva la posizione eroicamente. Confusa, forse, ma sempre in piedi.

Più tardi a casa mi sono interrogata sul perché di tanto malessere, di tanta confusione. Ho trovato solo una “non risposta” efficace nelle parole del figlio di Gabriella Ferri, Seva, che chiudeva un intervista con una frase della mamma presa dal suo diario intimo: “Ho nella testa confusione? … ci metterò un fiore!”

Un’altra “non risposta” efficace l’ho trovata solo nelle sue canzoni che voglio cantare perché siano il mio fiore per Gabriella Ferri, una donna, un’artista a cui non finirò mai di dire grazie perché… mi ha dato tanto!

Antonella Morea