Un viaggio nel sonno della memoria
alla ricerca di una terra antica quanto il cuore dell’uomo:
i miti d’origine, le mostruosità di un tempo che nascondono sempre una vena molle,
personaggi riscavati da un passato sepolto sotto cumuli di modernità.
Antiche favole, vecchie paure, eterne dolcezze di guerrieri in viaggio verso il ricordo di sé.
Con Angie Cabrera, Rita Scognamiglio, Fabrizio Villacroce
Creazione oggetti di scena, scenografia e costumi
Scenotecnica ‘Ivan Medici’-Lanciavicchio
Supporto tecnico audio Giancarlo Tozzi
Supporto tecnico luci Mirko Taliussi
Musiche originali Giuseppe Morgante
Testi drammaturgia e regia Stefania Evandro
AQUARUM nasce da uno studio bibliografico sui miti e le leggende che hanno abitato per secoli l’Abruzzo antico. Lo spettacolo racconta al pubblico dei più giovani, di alcuni personaggi della fantasia e della storia, di credenze e riti ancestrali tramandati per generazioni, di battaglie per la conquista dei territori, degli dei e degli eroi, personificazioni di emozioni e timori delle popolazioni dell’Abruzzo Italico.
Tutti questi elementi sono descritti all’interno di una narrazione guidata da un Piccolo Uomo: il racconto è la ricostruzione di un viaggio nella memoria di una terra, l’iniziazione di un Piccolo uomo verso la riscoperta delle proprie, dimenticate radici.
Un cammino guidato dal toro sacro, animale totemico simbolo del dio Marte, protettore di alcune antiche popolazioni italiche. Un percorso di iniziazione e crescita del personaggio, attraverso la via dell’acqua, la strada della memoria e della ricerca delle proprie dimenticate origini.
Nel percorso di ricerca della propria origine, Piccolo Uomo incontrerà personaggi storici o dell’antica mitologia italica: i Guerrieri Marsi, mitici combattenti protagonisti delle guerre contro i Romani; i Ciarmatari, personaggi che dietro un modesto compenso affermavano di poter garantire l’immunizzazione al morso dei serpenti; le Maiellane, donne montanare abruzzesi dei tempi di Saturno gigantesche e guerriere,infaticabili lavoratrici mogli dei Paladini, giganteschi pastori antichicostruttori della primitive città e delle loro mura ciclopiche; la dea-maga Angizia (sorella di Medea e di Circe), che aveva scelto come sua dimora le sponde del lago Fucino e con il canto riusciva a dominare i serpenti e comandarli secondo la sua volontà; Marsia e la storia dell’antichissima città di Archippe, che venne cancellata completamente dalle acque del lago Fucino per la punizione di un dio.
La via dell’acqua lega ed annoda miti, leggende e personaggi della più antica storia delle popolazioni italiche e conduce, infine, alla fonte del tutto: la scoperta delle proprie dimenticate radici. Dalle acque emergonoancora storie, miti, leggende, frammenti di una memoria collettiva, cherischiano di scomparire.
Per chi non sarà in grado di ascoltare.














