Sabato 28 febbraio ore 21 al Teatro dei Marsi

per la Stagione di Prosa realizzata dal Comune di Avezzano

in collaborazione con il Teatro Lanciavicchio

LA COMPAGNIA FACTORY

presenta

ROMEO E GIULIETTA

di William Shakespeare

romeo e giulietta

Ancora un classico-contemporaneo per la Stagione di Prosa del Teatro dei Marsi. 

Il più classico dei classici il ‘Romeo e Giulietta’ di Shakespeare trova una nuova vita, energica e spassionata nella riscrittura contemporanea di Francesco Niccolini, forse l’autore più prolifico del panorama nazionale, un autore pluripremiato, che vanta spettacoli rappresentati in tutta Europa (tra i testi realizzati da Niccolini certamente molti ricorderanno quelli da lui realizzati per Marco Paolini : ‘l Milione’, ‘Appunti Foresti’, ‘Parlamento chimico’. ‘Storie di plastica’, ‘ITIS Galileo’, e la versione televisiva del Vajont e i racconti del Teatro civico di Report per RAI3).

Lo spettacolo che verrà rappresentato al Teatro dei Marsi è una riscrittura realizzata per la compagnia Factory, che proprio in questo spettacolo accoglie attori provenienti da quattro compagnie leccesi (Nasca Teatri di terra, Principio Attivo Teatro, Induma teatro e Factory) e realizza un progetto sostenuto e coprodotto da Terrammare teatro, all’interno del progetto Teatri Abitati, una rete del contemporaneo. Lo spettacolo vede in scena sette attori che ricoprono ognuno due ruoli, uno l’opposto dell’altro, moltiplicando i personaggi e diramando tutti gli intrecci della storia shakespeariana. Lo spettacolo approfondisce il tema del conflitto tra figli e genitori, ponendosi l’interrogativo: quando è troppo tardi per capire i figli e i loro bisogni e desideri?

In scena si muovono attori che raccontano con passione e vivacità i personaggi di Shakespeare, ma soprattutto raccontano di desideri irrealizzati, e della capacità di sognare che non può essere mai tolta a forza, a nessuno, giovane o vecchio che sia.

L’amore dei personaggi si staglia in un “mondo ostile e vigliacco nel quale prevalgono violenza e arroganza” in cui non bisognerebbe mai tralasciare- come dice l’autore Niccolini “l’importanza della giovinezza: la propria, quella dei genitori, e degli adulti che un giorno saremo: non c’è niente da fare, ci ricorda Shakespeare, la giovinezza morirà per tutti. A noi trovare un modo, un miracolo, perché non muoia.” Il Teatro dei Marsi aspetta i numerosi abbonati e gli spettatori sabato 28 febbraio alle ore 21; per gli studenti delle scuole superiori di Avezzano offerta biglietti a €5 da ritirare presso il Punto informativo di Largo Pomilio; inoltre sono ancora disponibili miniabbonamenti comprendenti ‘Romeo e Giulietta’ lo spettacolo sulla Commedia dell’Arte ‘La pazzia d’Isabella’ e le ‘Lezioni di Teatro di Paolo Rossi.


per informazioni sullo spettacolo e sulla stagione clikka

Teatro Lanciavicchio 3324578164 www.lanciavicchio.it

info biglietteria 392 9191561

trailer dello spettacolo


segue scheda dello spettacolo

LA COMPAGNIA FACTORY

presenta

ROMEO E GIULIETTA

di William Shakespeare

con

Lea Barletti, Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano,Filippo Paolasini, Luca Pastore, Fabio Tinella

adattamento e traduzione di Francesco Niccolini

regia di Tonio De Nitto

Scenografie di Roberta Dori Puddu

Scene di L.C.D.C. luminarie Cesario De Cagna

Costumi di Lapi Lou

Luci di Davide Arsenio 

Assistente alla regia Paola Leone

r romeo e giul romeo

Romeo e Giulietta è chiedersi quanto i genitori amino veramente i figli, quanto possano capirli, quanto invece non imparino a farlo troppo tardi.

Romeo e Giulietta è un gruppo di famiglia sbiadito e accartocciato dal tempo, una foto che ritrova vigore e carne per poi consumarsi e scolorirsi di nuovo.

Romeo e Giulietta sono le morti innocenti, i desideri irrealizzati e la capacità di sognare che non può esserci tolta. Romeo e Giulietta è un meccanismo perfetto, un ingranaggio linguistico e scenico che va avanti nonostante essi stessi, dal quale però ad un certo punto può succedere di voler scendere e in qualche modo di farlo veramente, costi quel che costi.

Romeo e Giulietta, sono due adolescenti di una comitiva che si cancella per sempre nel tempo di un paio di giorni. Romeo e Giulietta sono il vuoto lasciato, il segno della tragedia che ha sconvolto una comunità e che non sarà mai rimosso. Romeo e Giulietta sono i sette interpreti impegnati con tripli salti mortali in doppi ruoli diametralmente opposti l’uno all’altro.

Lo spettacolo di Factory unisce attori provenienti da quattro compagnie leccesi (Nasca Teatri di terra, Principio Attivo Teatro, Induma teatro e Factory) ed è sostenuto e coprodotto da Terrammare teatro all’interno del progetto Teatri Abitati una rete del contemporaneo.

Tonio de Nitto

Romeo e Giulietta, perché scriverne un’altra versione

Tutto ebbe inizio vent’anni fa. Andai a vedere le prove di uno spettacolo di Teatro Settimo, La storia di Romeo e Giulietta. Fino ad allora mi era sembrata la tragedia più melensa di Shakespeare, ma cambiai idea. Negli anni seguenti credo di aver rivisto quell’edizione molte volte e di non aver più smesso di commuovermi. Non tanto per la dolorosa storia d’amore di quei due ragazzini ma per quei cinque cadaveri adolescenti che occupano la scena alla fine di tutto: cinque cadaveri e nessun motivo valido per morire, farsi uccidere o, peggio, darsi la morte.

Con gli anni credo che “Romeo e Giulietta” sia lo spettacolo di cui ho visto più versioni, qualcuna davvero indimenticabile. Quando Tonio De Nitto mi ha proposto di adattare alla sua compagnia quel testo, mi è venuta un’idea al limite dell’incoscienza: non accontentarmi di adattare una traduzione esistente, ma ritradurre in rima, così come nell’originale shakespeariano.

All’inizio credevo di morire. I primi versi un’autentica tortura. Ma piano piano la mente si abitua ai nuovi ritmi e le dita corrono sui versi, sulle rime, sui giochi di parola. Più un’intuizione di Tonio: scrivere i dialoghi dei due innamorati non in rima, ma nella prosa più semplice e piana possibile. Una grandissima idea, perché l’amore che ti fulmina non ha bisogno delle regole e delle forme che servono per relazionarsi con il mondo, soprattutto quel mondo ostile e vigliacco nel quale prevalgono violenza e arroganza.


Tutto è gioco, tutto è capriccio, il ritmo e il tono scherzosi, la storia spesso comica, fino a prova contraria, fino al sangue versato, fino a un padre che dà della puttana alla figlia, fino alla morte dei compagni di gioco, fino al rimpianto più feroce e alla colpa. Come nel più classico dei casi da tragedia, la colpa dei padri, che – come scrive Pasolini – deve essere gravissima per meritare una così atroce punizione.


Ed è questo il motivo per cui amo tanto “Romeo e Giulietta”: perché racconta la colpa più grave in assoluto di cui noi essere umani ci macchiamo e subiamo allo stesso tempo, la soppressione dell’infanzia e dell’adolescenza. Una soppressione che tutti piangono, perché tutti siamo stati ragazzi e poi tutto è finito. Lavorare, parola dopo parola, verso dopo verso, al “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare mi sembra il più bel modo per invecchiare senza perdere di vista l’importanza della giovinezza: la propria, quella dei genitori, e degli adulti che un giorno saremo: non c’è niente da fare, ci ricorda Shakespeare, la giovinezza morirà per tutti. A noi trovare un modo, un miracolo, perché non muoia. Allora impariamo le parole d’amore di Romeo e quelle di Giulietta, impariamole a memoria, par coeur, come dicono i francesi, ché è più bello.

Francesco Niccolini